Thursday, August 03, 2006
La violenza, Le regole - Un nuovo libro di Roberto Toscano
Saturday, June 17, 2006
Nuovo libro di Maurizio Serra
Tuesday, January 17, 2006
La Caduta dello Scia'. Diario dell'Ambasciatore italiano a Teheran (1978-1980)

Giulio Tamagnini è stato Ambasciatore d'Italia a Teheran dall'otto gennaio 1978 al 30 giugno 1980. Egli ha quindi assistito non solamente alla caduta del regime dello Scia` di Persia, ma anche allo scoppio della rivoluzione, al ritorno dell'Ayatollah Khomeini, alla nascita della Repubblica islamica ed, infine, alla triste vicenda della cattura dell'ambasciata americana e della presa in ostaggio del personale diplomatico. Come chiarisce lo stesso autore nella sua introduzione, nel libro egli si astiene da ogni giudizio sulla Repubblica islamica che ha visto nascere e vuole fornire solamente una testimonianza del difficile travaglio con cui la Repubblica islamica è venuta alla luce. Il diario è quindi molto sintetico e fattuale. Non cerca di spiegare gli eventi, ma di raccontare come furono vissuti dal punto di vista dell'Ambasciatore d'Italia e della numerosissima comunità italiana residente in Iran. Per quanto scritto dunque con il distacco che si conviene ad un diplomatico che cerca sempre di mantenere sangue freddo e lucidità anche nei frangenti più difficili, per il lettore il racconto di quei drammatici avvenimenti risulta assai vivace ed emozionante.
Dalla lettura emerge in primo luogo come la diplomazia
italiana avesse per tempo espresso tutti e riserve sulla
tenuta del regime dello Scia` a causa dei suoi evidenti limiti
di autoritarismo, mancanza di democrazia, sbagliata politica
ed economica ed insufficiente rispetto per i diritti umani.
La velocità con cui il regime crollò risultò tuttavia
sorprendente ed il diario dell'Ambasciatore descrive quindi
tutto il lavoro diplomatico di difesa degli interessi e dei
cittadini italiani. Prima della rivoluzione vivevano in Iran
circa 15,000 italiani impegnati in grandi opere
infrastrutturali come, ad esempio, il porto di Bandar Abbas o
la diga di Lar (Damavand). L'integrazione di questa
consistente comunità con la popolazione iraniana era ottima e
rivelava anzi una forte affinità culturale e simpatia tra i
due popoli. Forse anche per questo capitale di reciproca
simpatia, la comunità italiana fu coinvolta solo marginalmente
negli scontri prodotti dalla rivoluzione. La rivoluzione
provocò comunque l'arresto delle attività economiche, enormi
difficoltà contrattuali, vari incidenti ed infiniti interventi
di tutela consolare dei nostri concittadini. Quando la vita
quotidiana cominciò a farsi veramente difficile, l'Ambasciata
iniziò a consigliare il rientro delle famiglie in Italia e la
comunità fu progressivamente fatta evacuata. Inizialmente
bastò aumentare la capacità degli ordinari voli Alitalia, ma
con lo scoppio della rivoluzione vera è propria, l'evacuazione
fu condotta dalla centrale operativa allestita in Ambasciata
grazie ai C 130 dell'Aeronautica Militare Italiana, operanti
dal Kuwait e dalla Turchia sotto il coordinamento dell' allora
Colonnello Arpino (il futuro comandante italiano
nell'operazione Desert Strom per la liberazione del Kuwait nel
1991).
Il diario dell'Ambasciatore rende quindi conto di tutto il
lavorio diplomatico teso alla liberazione degli ostaggi
americani catturati nella presa dell'Ambasciata statunitense
il quattro novembre 1979. Mentre il precedente attacco degli
"studenti" iraniani all'Ambasciata americana (quello del 14
febbraio 1979) emerge dal diario direttamente dal racconto
dell'Ambasciatore americano Sullivan, l'occupazione di
novembre ed il fermo dell'incaricato d'affari americano
Laingen al Ministero degli Esteri viene ricostruito a poco a
poco dai diplomatici dei vari Paesi in servizio a Teheran. Il
primo gennaio 1980 l'Italia assume la presidenza di turno di
quella che era ancora la comunità economica europea "a nove" e
l'Ambasciatore Tamagnini si quindi trova a compiere in prima
persona numerosi passi e colloqui con gli interlocutori
iraniani: i vari ministri degli esteri via via succedutisi
(Yadzi, Bani Sadr, Ghotbzadeh). Più volte convocato a Roma per
consultazioni, nel suo diario Tamagnini riferisce dei vari
colloqui con il Presidente della Repubblica Pertini, con i
Presidenti del Consiglio Andreotti e Cossiga, con i Ministri
degli Esteri Forlani, Ruffini e Colombo nonche`con una serie
di colleghi diplomatici destinati a carriere prestigiose e
brillanti. Dalle pagine del diario tra i collaboratori di
Tamagnini a Teheran spuntano i nomi di Bondioli Osio - futuro
Ambasciatore in Qatar, capo dell'Ufficio per il recupero delle
opere d'arte italiane rubate nel mondo e recentemente
responsabile per il recupero del museo archeologico di
Baghdad, dopo la caduta di Saddam Hussein - e De Ceglie
-futuro Ambasciatore in Pakistan e presso le Nazioni Unite a
Vienna-. Tra gli interlocutori a Roma: Renato Ruggiero -
futuro Segretario Generale e Ministro degli Esteri -, un
giovane Giuseppe Baldocci - futuro Ambasciatore a Teheran e
Segretario Generale-, Umberto Vattani - futuro Ambasciatore a
Bonn ed a Bruxelles, nonche` anche lui Segretario Generale -
ecc..
Benche` Tamagnini tenga a dire di non voler dare valutazioni
politiche, dai diari emerge comunque un'indicazione che appare
oggi in parte profetica. Egli scrive infatti che, a fronte
delle difficoltà non solo politiche, ma anche culturali nei
rapporti tra Iran e Stati Uniti e` "ai paesi europei, ed in
particolare all'Italia" che "compete un ruolo in a difesa e
nell'interesse dell'Occidente in un Paese come l'Iran". Sono
parole scritte nel 1979 in piena rivoluzione e pubblicate nel
1990, quando il " dialogo di civiltà" promosso dal Presidente
Khatami era ancora ben al di là da venire. Queste parole
restano infondo valide ancora oggi nonostante il fatto che -
chiusa ormai l'era Khatami - i problemi contingenti sembrano
ancora una volta impedire ogni possibile visione di lungo
periodo.
Dati bibliografici:
TAMAGNINI Giulio, La caduta dello Scià. Diario dell'Ambasciatore italiano a Teheran (1978-1980), Edizioni associate, Roma, 1990, pp. 270
Thursday, October 20, 2005
Ricordo dell'ambasciatore Pasquale Diana
Sono disponibili anche i filmati dell'incontro che si e' tenuto l'11 ottobre 2005.
Wednesday, October 19, 2005
Libro di Alessandro Cortese de Bosis
Il libro curato dal diplomatico Alessandro Cortese de Bosis dal titolo Lauro de Bosis. Storia della mia morte. Il volo antifascista su Roma, (Mancosu Editore, Roma, 1995, pp.125) puo' essere scaricato gratuitamente sul sito di liber liber.
Ecco una breve descrizione del libro tratta da un articolo di Leo Valiani pubblicato su ”Il Corriere della Sera” del 15.7.95.
"La sera del 3 ottobre 1931 un piccolo aereo scese repentinamente da duemila a trecento metri sopra Roma e inondò la capitale di 80 chili di manifestini antifascisti, per scomparire con altrettanta velocità. L'autore del messaggio, che ebbe molta eco nella stampa del mondo libero, era un giovane poeta, Lauro de Bosis. La sua gloriosa e tragica vicenda è stata sovente commemorata, soprattutto dopo la Liberazione. Suo nipote, Alessandro Cortese de Bosis, ha fatto molto bene a raccogliere alcune delle più significative ricostruzioni del sacrificio di colui che va onorato come uno dei massimi eroi dell’antifascismo."
Tuesday, September 13, 2005
Romain Gary, writer and diplomat, (1914-1980)
He was one of France's most popular and prolific writers, authoring more than thirty novels, essays and memoirs, some of which he wrote under the pseudonym of Émile Ajar. Gary also wrote one novel under the pseudonym of Fosco Sinibaldi and another as Shatan Bogat.
Gary, who wrote his works both in French and in English, is the only person to win the Prix Goncourt twice. This prize for French language literature may only be awarded once to any given author. Romain Gary, who had already received the prize in 1956 for Les racines du ciel, published La vie devant soi under the pseudonym of Émile Ajar in 1975. The Academie Goncourt awarded the prize to the author of this book, without knowing his real identity. Gary's cousin Paul Pavlowitch posed as the author for a time. Gary later revealed the truth in his posthumous book Vie et mort d'Émile Ajar.
Many of his books have been adapted for the cinema. Clair de femme (Womanlight, 1979) directed by Costa-Gavras, with Yves Montand and Romy Schneider as main characters, and La vie devant soi (Madame Rosa, 1977) directed by Moshe Mizrahi, who won the Academy Award as best foreign language film with Simone Signoret in the role of Madame Rosa, who won the César as best actress.
He has directed several films, such as Kill! (1971) and Les Oiseaux vont mourir au Pérou, (Birds Come to Die in Peru, 1968)
Romain Gary, suffering from depression, died of a self-inflicted gunshot wound on December 2, 1980 in Paris, France.
Sunday, May 29, 2005
Collana di studi diplomatici
Il curatore della Collana e' l'Amb. Luigi Vittorio Ferraris.
Finora (maggio 2005) sono stati pubblicati 3 volumi:
- Francesco Corrias, Un diplomatico italiano del '900 - l'Ambasciatore Angelino Corrias, 2003
- Franco de Courten, Diario d'Algeria (1996-1998), 2003
- Giuliano Borzoni, Biografia dell'Ambasciatore Renato Prunas, 2004
Altri volumi sono in preparazione fra cui un libro dell'Amb. Alberto Tarchiani.
Sunday, February 27, 2005
Libri sull'Italia
Saturday, January 29, 2005
Libro sull'Ambasciata d'Italia a Berlino
"Poco prima dell'inizio della Seconda Guerra Mondiale, nella parte occidentale del Tiergarten inizio` la costruzione di una nuova sede per l'Ambasciata d'Italia. I lavori erano appena terminati e l'Ambasciatore non si era ancora trasferito nell'edificio, quando, alla fine del 1943, questo fu gravemente danneggiato dai bombardamenti alleati. Nel dopoguerra, il palazzo rimase in gran parte inaccessibile e abbandonato ad un lento degrado. L'inaugurazione ufficiale dell'Ambasciata e' stata possibile solo 65 anni dopo la posa della prima pietra. Questo libro ora solleva il velo di mistero che avvolgeva il leggendario edificio ai margini del Tiergarten ed offre uno sguardo esclusivo sui saloni dell'Ambasciata, ristrutturati in uno stile elegante e moderno, illustra in modo competente la lunga storia dei lavori di costruzione e presenta nel dettaglio il prezioso arredamento interno e la storia della sua raccolta e del suo restauro. Gli articoli redatti da competenti architetti e storici dell'arte sono accompagnati da eccellenti fotografie a colori. Un volume informativo su un "caso" di storia dell'architettura che fornisce, nel contempo, un contributo importante alla storia della citta' di Berlino."
Il libro puo' essere acquistato attraverso il sito dell'editore:
http://www.nicolai-verlag.de
Saturday, January 15, 2005
Il Ministero degli Esteri nell'immediato dopoguerra
Friday, December 17, 2004
Diplomatici immaginari (ma forse non tanto)
Dalla quarta di copertina:
"In un improbabile stato africano un ancora più improbabile console argentino viene coinvolto in uno strampalato e irresistibile intrigo internazionale. Nei giorni della guerra anglo-argentina per le Falkand-Malvinas, la relazione del console con la moglie dell'ambasciatore inglese sembra, per una serie di equivoci, al centro delle ostilità fra i due paesi. Una sarabanda di personaggi folli anima l'ultimo spicchio di guerra fredda nel Terzo Mondo: un leader nero marxista-rivoluzionario con uno speciale talento per la roulette; un profugo argentino scambiato per una spia, sempre scacciato da ogni luogo; un sultano arabo che lavora per Gheddafi, ubriaco di whisky pseudo-analcolico; un terrorista irlandese che passa il tempo a preparare ordigni esplosivi e a spacciare denaro goffamente falso; nonché scimmioni animati dei ricevimenti d'ambasciata, una Rolls Royce col motore di una Lada... Un caotico punto d'incontro fra vecchi e nuovi mondi, fra grandi utopie e grande cinismo, cambiamenti e restaurazioni, in cui sono ben combinati la comicità di un film chapliniano, l'ironia di una commedia sofisticata e la malinconia di un tango argentino."
Il processo
Process, The : 1,100 Days That Changed the Middle East
by URI SAVIR
The director-general of Israel's Foreign Ministry, who also served as his nation's chief representative in the secret negotiations that led to the Oslo peace accord between Israel and the PLO, offers his insider's account of how the historic agreement came about.
"I believe," Savir writes at the fiftieth anniversary of his homeland's founding, "that for all it has achieved, the Oslo process is the true test of [Israel's] maturity as a strong modern nation able to coexist with former enemies." It was also a test of the ability of Israelis to coexist amongst themselves; Savir brings a valuable perspective on the rivalry between Shimon Peres and Yitzhak Rabin (and how it affected their efforts to unite Israel for peace) and the efforts of opposition leaders to thwart settlement. He takes us throught the peace process step by step, explaining precisely what was achieved to ensure, in the words of his negotiating partner, Palestinian Council leader Abu Ala, they could give "the next generation... a life different from the one we had known."
Tuesday, December 14, 2004
Diplomazia e musica: il diplomatico cantautore
Sunday, December 12, 2004
Diplomatici italiani artisti
"Un autentico libro d'arte, ispirato dagli Incantesimi del mondo antico interpretati e adattati con levità alla realtà attuale. Quarantanove tavole eseguite "a quattro mani", illustrate con inchiostri colorati, oli, pastelli, vernici metalliche e foglia d'oro, accuratamente riprodotte in lito-serigrafia e racchiuse in un prezioso volume. Gli autori, Franco de Courten e Paolo Sabbatini Rancidoro, hanno composto un vero e proprio "Corpus" di incantesimi perfettamente aderenti alla tradizione. Sette capitoli, tanti quanti sono i corpi celesti influenti; sette opere per ciascun capitolo, ognuna delle quali contenente le "parole magiche" e quei simboli e quei sigilli che magnificano il potere."
Sunday, November 28, 2004
Libri fotografici sulle Missioni diplomatiche italiane
Nella maggior parte dei casi si tratta di libri con numerose fotografie ed un testo - spesso sia in italiano che in inglese - soprattutto dedicato alla storia degli edifici. Sono libri stampati in tirature abbastanza limitate in edizioni fuori commercio e quindi difficilmente reperibili. Tra i volumi che appartengono a questa categoria che sono stati curati da diplomatici, si possono ricordare quello di Gaetano Cortese, L'ambasciata d'Italia a Bruxelles, 2000, pp.93 e quello di Pasquale Baldocci, La Residenza dell'Ambasciatore d'Italia in Tanzania, 1993, pp.50.
Sunday, November 21, 2004
"Diario Sahariano" - Nuovo libro dell'Ambasciatore Claudio Pacifico
Questa e' la breve scheda descrittiva che volentieri condivido con tutti i lettori del blog.
"Il diario di un lungo e " lontano " viaggio sahariano , compiuto circa trent'anni fà a cammello insieme a un gruppo di guide Tuareg lungo le piste delle "azalay " , le mitiche carovane di sale, diventa anche il diario di un pellegrinaggio nella dimensione mistica e spirituale del Deserto , e di un'esplorazione alla scoperta della storia e delle civiltà del Sahara.
Riprendendo i testi dei grandi viaggiatori e storici arabi , oggi quasi dimenticati in Occidente , Al Bakri , Al Idrisi , Ibn Khaldoun, ' Abulfeda ' , Ibn Battuta , Al Kati , Al Yaqubi , Al Sa'adi, Al Wazzan El Zayaty noto in Europa come ' Leone l'Africano', l'autore ripercorre la storia turbolenta e grandiosa dei secoli di grandezza e splendore del Sahara, con i grandi Regni Sahariani e gli opulenti Imperi Neri del 'Bilad-as-Sudan': gli Imperi del Ghanah e
del Mali , del Soso e di Askia , degli Almoravidi e dei Songhai. E , dalle pieghe di un remoto passato , riemerge l'epica di mitici condottieri e sfarzosi sovrani : Okba Ibn Nafi ; Abu Bakr e Yusuf Ibn Tachfin ; Sumanguru Kante ' Il Turbine ' e Sun Dyata 'Il Leone del Mali' ; Kanku Musa e Sonni Ali ; Askya Muhammad 'Il Grande'.
Dai racconti dei suoi compagni Tuareg e soprattutto dell'amico indimenticato, Ali Mohamed Alyoù , " maestro di cultura Tuareg e "di vita del deserto " , emerge il mondo arcaico e dimenticato, con i suoi codici d'onore e di cavalleria, con i suoi poemi immortali, con la sua intensa spiritualità , delle antiche civiltà del Sahara.
E il lungo viaggio nel " mare " sconfinato del deserto , nell' "oceano dove non pesca il remo " , diventa , poco a poco , un cammino nei misteri della propria interiorità , un viaggio alla ricerca di se stessi."
Monday, November 08, 2004
The memoirs of Richard Gardner, US ambassador to Rome from 1977 to 1981
Giulio Andreotti has published an interesting review (available also in English) of the book http://www.30giorni.it/us/articolo_stampa.asp?id=4356
Saturday, November 06, 2004
Who are diplomats?
Here is an excerpt form his definition of diplomats:
"They are people of sound but straightforward intelligence, people of simplified and limited sensitivity and a cool heart, but not without heart or any sensitivity; capable of deception, but not closed and mysterious, still less underhand; strong, but not rough; quick and decisive, but not hasty or impulsive; realistic, sober, but not dry and dull.
They need to know a certain amount, but there should be no trace of erudition or pedantry in what they know, and their knowledge should agreeably surprise and perhaps impress those with whom they are speaking, but never embarrass, offend or shame them.
It is the same with their courage: they need to have it, and it should be sound and reliable, but they should display it only in extreme circumstances and bear it as they bear arms which everyone knows they have, but are never seen.
They must also have imagination, but only in a certain degree, enough for a man to see every issue from every point of view and with all its possibilities and immediate consequences; anything more than that is both dangerous for them and damaging to the work they are doing."
The full text of Andric's note on diplomats has been published in:
Jovan Kurbalija, Knowledge and diplomacy, Diplopublishing, Malta, 1999
http://www.diplomacy.edu/Books/knowledge/Default.htm
Friday, November 05, 2004
Diplomats as litterateurs
In an article published on the Indian newspaper "The Hindu" he mentions not only diplomats who won Nobel Prizes (Neruda, Paz, Saint-John Perse, Claudel)but also less known examples of literary diplomacy in Africa and India.
http://www.shashitharoor.com/articles/hindu/diplomats.php
Tuesday, October 26, 2004
Recensione libro Beltrame "La prima guerra del Golfo "
"Beltrame, diplomatico di carriera, già autore di "Storia del Kuwait - Gli Arabi, il petrolio, l'Occidente", a dodici anni di distanza mette sotto la lente una guerra giudicata «tra le meno viste», da diverse angolature, in particolare dal versante dei paesi arabi, la storia dei quali è semisconosciuta all'opinione pubblica e affidata ai media......"
http://www.corriere.it/Rubriche/Libri/2004/09_Settembre/27/libri.shtml